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l'ABF di Bankitalia conferma la nullità del meccanismo di doppia conversione Euro/Franco Svizzero

L'Arbitro Bancario Finanziario di Bankitalia conferma nuovamente la nullità della clausola contenuta nei mutui indicizzati al franco svizzero.

Hai contratto un mutuo indicizzato in valuta straniera o in franchi svizzeri? Le ragioni sono spesso legate ad una clausola inserita nel contratto di mutuo che prevede, in caso di estinzione anticipata, che il residuo da pagare subisca una doppia conversione Euro/Franco Svizzero, con aggravi di spesa spesso ingiustificati.

Per maggiori informazioni, continua a leggere.

 

1. Che cosa sono i mutui indicizzati al franco svizzero? La definizione. 

 

 

I mutui indicizzati al franco svizzero sono finanziamenti, spesso offerti come prodotti sicuri e convenienti per tutti, giacché collegati al tasso “Libor”, usualmente più basso del tasso “Euribor”.

Tuttavia, negli ultimi anni mutui indicizzati al franco svizzero si sono rivelati - come denominati da alcuni autori - dei veri e propri “mutui trappola” in caso di estinzione anticipata.

Le ragioni sono legate al dato che, in caso di estinzione anticipata, il residuo importo da pagare non era richiesto in “Euro”, ma convertito in “Franchi Svizzeri” al tasso di cambio al momento dell’estinzione, con aggravio di spesa - in molteplici casi analizzati - superiori anche ai 70 mila Euro. Ne abbiamo già parlato anche in un precedente articolo.

 

2. La vicenda dei mutui Barclays. La Nullità della clausola “capitale restituito”.

 

Nel 2003 la “Woolwich Bank” e la “Barclays” incominciarono a commercializzare mutui riportanti una non chiara dicitura “capitale restituito” che prevedeva la possibilità per il consumatore di estinguere anticipatamente il mutuo, ma solo in franchi svizzeri ed in base al tasso di cambio rilavato il giorno dell’estinzione anticipata. 

Tale clausola è stata dichiarata nullaa seguito sia delle indicazioni della Corte di Giustizia Europea sia della condanna dell’Antitrust (Provvedimento n. 27214), ove l’Autorità ne ha dichiarato la vessatorietà perché contraria all’articolo 35 del Codice del consumo.

Tali clausole sono risultate scarsamente comprensibili per il consumatore il quale si trovava pertanto a dover pagare importi non previsti.

Verificata la nullità di tale clausola, sono molteplici i cittadini che possono ora veder risarcite le somme ingiustamente pagate alla banca.

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3. L’estinzione anticipata dei mutui indicizzati al tasso svizzero.

 

L’aggravio economico per il consumatore si verifica in occasione dell’estinzione anticipata del mutuo, poiché oltre agli importi del capitale residuo, la Banca impone costi pari a circa un terzo delle somme da restituire a titolo di “conguaglio cambio”.

La clausola, spesso riportata all’art. 7 del contratto di mutuo, riporta usualmente il seguente tenore “ai fini del rimborso anticipato, il capitale restituito, nonché gli eventuali arretrati che fossero dovuti, verranno calcolati in Franchi Svizzeri in base al “tasso di cambio convenzionale” […] nel giorno dell’operazione del rimborso”.

In molteplici casi, i consumatori ignari dell’illegittimità di tali addebiti hanno provveduto al pagamento di tali importi, senza però sapere di poter richiedere:

  1. l’accertamento tanto della nullità della clausola;
  2. Il rimborso degli importi ingiustamente versati.

 

4. Le condanna dell'Arbitro Bancario Finanziario di BankItalia.

 

Con recente decisione delll’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è stata nuovamente confermata la nullità delle clausole riportate nei mutui indicizzati al franco svizzero.

L’ABF è stato istituito dalla Banca d’Italia quale strumento alternativo e più di veloce risoluzione delle controversie tra consumatori ed intermediari finanziari.

Con Decisione n. 605 del 14 gennaio 2020, l’ABF ha confermato il proprio orientamento, precisando che "il Collegio ritiene pertanto fondata la contestazione in merito alla legittimità del conteggio estintivo elaborato dall’intermediario, in virtù del meccanismo di duplice conversione sopra richiamato, poiché risultante dall’applicazione di una clausola contrattuale inefficace, in quanto vessatoria (cfr. Collegio di Bari, decisioni nn. 24815/2019 e 14310/2017); il cliente, pertanto, sarà tenuto esclusivamente alla restituzione della differenza tra somma mutuata e capitale già restituito, secondo il conteggio che l’intermediario dovrà effettuare, attenendosi ai principi indicati”.

Nullità confermata anche dalla giurisprudenza di merito, formatasi nei diversi Tribunali Italiani.

 

5. Cosa può fare il consumatore per far accertare la nullità della clausola presente nei mutui indicizzati al franco svizzero?

 

Per far accertarela nullità della clausola presente nei mutui indicizzati al franco svizzero, il consumatore potrà:

  • Presentare reclamo, si consiglia con diffida e messa in mora e tentare una trattativa con la banca;
  • Promuovere una mediazione obbligatoria o, in alternativa, ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario;
  • Presentare un esposto alla Banca d’Italia;
  • Promuovere un giudizio presso il Tribunale competente.

 

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6. Il metodo utilizzato dallo Studio Legale per far accertare la nullità della clausola presente nei mutui indicizzati al franco svizzero?

 

 

Per tutte le azioni collegate all’estinzione anticipata di un finanziamento, lo studio legale ha deciso di rinunciare alle spese non necessarie e che non contribuiscono a fornire effettivo valore. 

Operando una pratica snella, siamo in grado di servire al meglio i nostri clienti.

Il recupero delle somme si svolge in 3 fasi. Usualmente le prime due fasi già permettono di addivenire al recupero, come di seguito indicato:

 

Fase 1: Si predispone un reclamo con diffida e messa in mora inviata per P.E.C. (posta elettronica certificata) alla Banca a cui si richiede il rimborso.

La Banca dovrà rispondere entro trenta giorni. In alcuni casi, la Banca per evitare il contenzioso presenta autonomamente una offerta conciliativa.

A seguito di comunicazione positiva della finanziaria, al cliente basterà firmare per accettazione, così che venga inviato l’assegno per il rimborso.

 

Fase 2Nel diverso caso in cui la Banca non intenda rispondere positivamente al reclamo, si provvederà ad avviare il ricorso formale dinanzi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) istituito presso la Banca d’Italia. 

L’ABF ha il vantaggio di permettere di arrivare ad una pronuncia in meno di 9 mesi (fonte relazione annualedell’ABF per l’anno 2019), rispetto alla media dei giudizi ordinari (fonte Sole24ore).

In caso di pronuncia positiva, la Banca dovrà effettuare il pagamento entro trenta giorni. Tendenzialmente gli Istituti finanziari tendono ad adempiere (anche se Barclays Bank PLC è stata più volte indicata sul sito quale intermediario inadempiente).

A seguito di pronuncia positiva, salvo il caso in cui la Banca non intenda adempiere, al cliente basterà firmare per accettazione, così che venga inviato l’assegno per il rimborso.

 

Fase 3 (eventuale)Se la Banca non intenda adempiere, la risposta sarà pubblicata sul sito internet dell’Arbitro Bancario Finanziario e si potrà:

  1. Presentare azione presso il Tribunale competente;
  2. Allegare in atti la decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) di accoglimento della tua domanda.
  3. Richiedere il risarcimento alla responsabilità aggravata.

In un caso analogo, dopo l’esito positivo dinanzi all’ABF, per via del mancato adempimento da parte della Banca, con ordinanza del 3 gennaio 2017, il Tribunale di Roma ha condannato la Barclays Bank Plc a:

  • a pagare la somma di € 7.000,00 a titolo di risarcimento del danno per responsabilità aggravata;
  • a rifondere tutte le spese legali sostenute dal consumatore.

 

Verrà fornito un documento scritto a conferma di quanto detto e si avrà sempre un aggiornamento costante sullo stato della pratica.

Il primo appuntamento di confronto e chiarimento potrà avvenire anche tramite telefonata, videochiamata con WhattsApp, Skype o Microsoft Teams, comodamente e senza muoversi da casa.

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DISCLAIMER

La presente Newsletter ha il solo scopo di fornire informazioni di carattere generale sulle ultime novità normative e giurisprudenziali, nonché delle attività oggetto di studio. Di conseguenza, non costituisce un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutivo di una consulenza legale specifica che andrà trattata caso per caso. 

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